Gianni Cuocolo ha iniziato la sua carriera artistica nel 1965, frequentando l’Accademia di Belle Arti di Napoli e diplomandosi nel 1974 dopo un periodo di studio e ricerca.
Le sue opere pittoriche e grafiche rappresentano un potente sistema di segni, caratterizzato da gesti immediati nati dall’istinto, dove l’inconscio permea le sue superfici cromatiche e materiche, e il gesto precede l’inconscio. Utilizza olio, tempera, acquerello, ecoline e chine, creando così mescolanze alchemiche.
Le sue opere raffigurano superfici che ricordano l’Espressionismo e tracce che evocano la vita, la passione e un senso di vuoto e di pieno. Anche nei suoi paesaggi, i cieli, le montagne e il mare diventano materia pittorica (ad esempio, i cieli non sono mai blu); si concretizzano sulla tavolozza. Tuttavia, i suoi dipinti con figure umane sono realizzati senza tracce: queste figure non sono al centro della scena, non rappresentano nulla e non raffigurano nulla, se non ciò che animano.
Il campo finale del suo atto creativo è il magnetismo dell’opera che sta creando: come in una scena teatrale, il movimento è al centro del campo pittorico; l’artista sente il bisogno di mescolare i colori direttamente sulla tavolozza e, al contempo, di creare al di là dell’ordine e del disordine.